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Tranchida e Scala presentano ricorso
Politica

Tranchida e Scala presentano ricorso


Si va verso un dopo elezioni all’insegna dei ricorsi per l’assegnazione dei seggi all’Ars. Gli ex sindaci di Erice ed Alcamo obiettano le preferenze ed in particolare l’applicazione della legge Severino.
Da un lato c’è la richiesta della verifica delle schede annullate chiesta da Giacomo Tranchida, primo dei non eletti nella lista del Pd. L’ex sindaco di Erice è arrivato secondo dopo Baldo Gucciardi, tra gli eletti del nuovo Parlamento siciliano, con uno scarto di circa 300 voti. Il ricorso ruota attorno ai voti annullati, dove però sarebbe stata espressa la preferenza per il candidato ma con il nome scritto in una lista diversa da quella del PD, in particolare in quella dei 5 Stelle sembrerebbe. I legali di Tranchida in questi giorni stanno predisponendo la richiesta per verificare le schede annullate. È invece partito venerdi, da parte del candidato di Sicilia Futura Giacomo Scala, cui si è aggiunto oggi lo stesso attuale presidente del Consiglio comunale di Erice, il ricorso incentrato sull’autocertificazione prevista nella legge Severino. A quanto pare, secondo quanto sostenuto dall’ex sindaco di Alcamo, molti candidati non avrebbero presentato la dichiarazione con cui si certificava di non rientrare in un elenco di cause ostative, tra le quali quelle di non avere riportato condanne per corruzione e concussione. Da qui il ricorso con cui si chiede di annullare i voti dei candidati non in regola. A quanto pare, soltanto nel collegio di Trapani, su 60 candidati 46 non avrebbero presentato l’autocertificazione richiesta dalla legge Severino. In particolare, non lo avrebbero presentata i due grillini eletti, mentre il più votato in provincia, l’assessore alla Salute Gucciardi, sarebbe in regola con la documentazione depositata.

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